Hikmet

Per chi ha poesia nelle vene o ama quelle altrui, uno spazio per poeti e sognatori in rima
Regole del forum
Leggere attentamente le R E G O L I N E presenti in ogni sezione del forum prima di postare. Grazie per la collaborazione.
Avatar utente
fenice
Dreamer Senjor
Dreamer Senjor
Messaggi: 388
Iscritto il: 24 dicembre 2005, 2:42
Maschio o Femmina: M
Non connesso: Non connesso

Hikmet

Messaggioda fenice » 9 gennaio 2008, 0:34

Due poesie di Hikmet

L’ultimo autobus

Mezzanotte. L’ultimo autobus.
Il fattorino ha staccato il biglietto.
A casa non mi aspettano brutte notizie
né una tavola apparecchiata:
a casa mi aspetta
il distacco.
Ci vo,
senza tristezza,
senza paura.
Già la gran notte mi si è fatta incontro.
Posso guardare il mondo
senza agitarmi,
sereno.
Non ha più il potere di sorprendermi
la viltà dell’amico,
né il coltello ch’egli mi ficca in un fianco
mentre mi stringe la mano.
Il nemico
non ha più il potere di braccarmi.
Ho attraversato foreste di idoli,
aprendomi il varco con l’ascia.
Come crollavano!

Ho vagliato
tutto ciò che un tempo stimavo,

e grazie al cielo
è rimasto molto, che è solido.

(Hikmet-1957)


… -_- … -_- … -_- …

Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me

Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata
[da me
non dico che fosse come la mia ombra
mi stava accanto anche nel buio
non dico che fosse come le mie mani e i miei piedi
quando si dorme si perdono le mani e i piedi
io non perdevo la nostalgia nemmeno durante il sonno.

Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata
[da me
non dico che fosse fame o sete o desiderio
del fresco nell'afa o del caldo nel gelo
era qualcosa che non può giungere a sazietà
non era gioia o tristezza non era legata
alle città alle nuvole alle canzoni ai ricordi
era in me e fuori di me.
Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata
[da me

e del viaggio non mi resta nulla
se non quella nostalgia.


(Hikmet-1960)


S. :wink:


Immagine
...l'identità da un senso, anche tragico ,ma un senso.

chat gratuita