Fare amicizia online sembra una cosa semplice e in parte lo è, ma di fatto la maggior parte di chi entra in una chat con questo obiettivo non ci riesce, e non per un difetto della piattaforma. Si dà il caso che la dinamica di base di una chat sia opposta a quella della TV e dei social network, e questa differenza determina chi farà davvero amicizia e chi se ne andrà deluso dopo poco tempo. Da gestore di DreamsWorld, chat italiana attiva dal 1999, ti racconto cosa funziona davvero per fare amicizia in chat, cosa invece allontana le persone, e quali sono i tre profili di utenti che in chat amicizia non la stanno cercando affatto. Niente regole astratte, esempi concreti di quello che vedo accadere ogni giorno.
L'Errore Più Grande Sulla Chat E Le Aspettative Sbagliate
L'errore principale di chi non riesce a fare amicizia in chat è arrivare con aspettative completamente sbagliate sul mezzo. La chat non funziona come la TV, non è come i social network, e non ha la logica di un'app di incontri. Funziona in un modo specifico che chi non conosce trova frustrante.
Il punto chiave è questo: in chat il protagonista sei tu. Su una piattaforma di streaming i contenuti arrivano già preparati, decidi solo cosa guardare. Sui social i contenuti sono prodotti da altri (influencer, amici, brand) e tu leggi, commenti, scrolli. Le app di messaggistica le usi con persone che già conosci dalla vita reale. La chat senza registrazione, invece, è uno spazio neutro. Quello che succede dentro dipende interamente dalla tua intenzionalità e dalla tua partecipazione attiva. Se entri, ti siedi in un angolo e aspetti che succeda qualcosa, non succederà niente, e tornerai a casa convinto che "la chat è morta". Se entri, partecipi, ascolti, commenti, ti fai conoscere, succederanno cose, e tornerai con due o tre persone con cui chiacchierare.
Da questa incomprensione di base nascono le due lamentele più ricorrenti che ascolto da utenti delusi. La prima è "in questa chat c'è troppo casino", quando in realtà significa "ci sono molte persone che parlano e non so dove inserirmi". La seconda è "questa chat è morta", quando significa "ci sono poche persone e nessuna mi sta venendo incontro". Sono due facce dello stesso fraintendimento: chi le pronuncia non ha capito che la chat non è un servizio che eroga intrattenimento, è uno spazio in cui qualcuno (tu) deve fare il primo passo per costruire qualcosa.
Il secondo errore è l'impazienza. Tutto deve succedere subito, nella modalità voluta da chi è entrato. Se la stanza in quel momento sta parlando di un argomento che non interessa, la chat è "noiosa". Se nessuno risponde nel primo minuto al saluto, la chat è "fredda". Chi pensa così dimentica che la chat di cinque minuti fa non è la chat di adesso: dialoghi e partecipanti cambiano in continuazione, una stanza vuota alle 17 può essere viva alle 22, una conversazione su un tema specifico può diventare tutt'altro nello spazio di pochi messaggi. Servono pazienza e presenza per cogliere il momento giusto, non si entra e si pretende.
Come Si Entra Davvero In Una Chat
Detto cosa NON fare, vediamo concretamente come funziona un ingresso intelligente in una chat di gente che già si conosce.
La prima regola è osservare prima di parlare. Quando entri in una stanza, dedica il primo paio di minuti a leggere cosa stanno dicendo gli altri, capire il tono delle conversazioni, individuare di cosa si sta parlando. Non è un atto passivo, è raccolta di informazioni che ti permetterà di inserirti in modo non invadente. È esattamente quello che fai quando entri in una stanza fisica dove c'è già un gruppo di persone che parla: aspetti un momento, capisci di cosa stanno parlando, poi ti inserisci.
L'inserimento dovrebbe avvenire commentando qualcosa che è stato appena detto, facendo una battuta a tono, condividendo un pensiero sul tema in corso. Mai con il classico interrogatorio "ciao, da dove scrivi, quanti anni hai, cosa fai nella vita?". Quelle domande sparate a raffica risultano fredde e meccaniche, e chi le riceve risponderà a malapena. Non perché siano domande in sé inopportune, ma perché sparate così all'inizio comunicano una cosa precisa: "non mi interessa quello che stavate dicendo, voglio solo raccogliere informazioni su di voi". La gente lo percepisce subito e si chiude.
Sull'altro estremo ci sono gli annunci a uso commerciale, quelli del tipo "cerco f di Napoli per amicizia", "donne per me adesso?", "qualcuno di Roma in PVT?". Le persone non sono oggetti da catalogare, e una chat seria pretende altrettanta serietà dai propri partecipanti. Chi entra con annunci di questo tipo viene moderato, ignorato, o nei casi peggiori bannato. Non è snobismo, è autodifesa di una community che vuole restare frequentabile.
Una volta che hai iniziato a parlare con qualcuno e la conversazione funziona, vale la regola dei tempi altrui. Se l'altra persona non risponde immediatamente, non bombardarla di solleciti. Se sparisce per qualche minuto, può darsi che stia rispondendo al telefono, parlando con qualcun altro in chat, facendo altre cose nella vita fisica. Le persone hanno una vita oltre la chat, e non sono tenute a essere sempre disponibili per te. Il rispetto dei tempi degli altri è uno dei comportamenti che più rapidamente segnalano se sei un interlocutore piacevole o un peso.
Chi Non Sta Cercando Amicizia In Chat
Sarebbe ingenuo non riconoscere che non tutti, in chat, stanno cercando amicizia. Ci sono almeno tre categorie di utenti che entrano per altro, ed è utile saperle distinguere per non confondersi.
La prima sono quelli che cercano solo sesso, virtuale o reale. Non sono interessati al contesto della stanza, alle conversazioni in corso, alle persone come persone. Entrano con uno scopo specifico e cercano nickname che possano corrispondere a quello scopo. Si riconoscono per i nickname espliciti, per gli annunci sessuali immediati, per il passaggio rapido al messaggio privato con contenuti diretti. Una chat seria li gestisce mantenendoli fuori dalle stanze generaliste, ma capiterà sempre di incrociarne qualcuno: ignorare e segnalare, senza farsene un problema.
La seconda categoria è quella che usa i partecipanti della chat come un fazzoletto di carta su cui scaricare frustrazioni e sfoghi. Non cercano dialogo, cercano uno psicologo gratis che annuisca a ogni loro esternazione. Sono utenti che entrano, monopolizzano la conversazione raccontando i propri problemi, non chiedono mai nulla dell'altro, e tornano il giorno dopo per ricominciare daccapo come se nulla fosse stato detto. Ascoltare chi sta vivendo un momento difficile è parte della socialità, ma scaricare quotidianamente la propria vita senza alcuno scambio è un'altra cosa. Chi è in cerca di vera amicizia capisce dopo poche frasi se ha di fronte un dialogo o una valvola di sfogo a senso unico, e si comporta di conseguenza.
La terza categoria è quella di chi è incline allo scontro e alla prevaricazione, di solito uomini che insistono con le donne nonostante segnali di disinteresse, o utenti che cercano polemica continua su qualunque argomento. La verità più scomoda su questi profili è che la chat non è la causa del problema, è solo lo specchio. Chi è prevaricatore in chat è prevaricatore anche nella vita reale, e i muri che incontra in chat sono gli stessi muri che incontra fuori. Una buona moderazione interviene quando il comportamento diventa molesto, ma il problema di fondo è strutturale alla persona, non alla piattaforma.
La Bandiera Rossa Del "Subito Contatti Personali"
C'è un comportamento che merita un paragrafo a sé, perché è uno dei più diffusi e uno dei più segnalanti.
Molti utenti, dopo pochi minuti di chat, propongono di spostare la conversazione su altre piattaforme di messaggistica esterne: il contatto telefonico, l'utenza di una specifica app di scambio messaggi, il profilo di un social network. Quale piattaforma cambia con l'età e con le mode del momento, ma la dinamica è sempre la stessa: portami subito fuori da qui.
Va distinto un caso assolutamente comprensibile da un altro che è una bandiera rossa. Comprensibile e legittimo è scambiarsi contatti personali quando si è già costruito un rapporto in chat, magari dopo settimane o mesi di conoscenza, per non perdersi se uno dei due frequenta meno la chat. È una progressione naturale dell'amicizia.
Tutt'altra cosa è chiedere o offrire un contatto esterno dopo cinque minuti di conversazione. Quel comportamento viene letto, e correttamente, come una bandiera rossa: persona poco seria, persona con secondi fini, persona che vuole portare l'interlocutore in un terreno meno controllato per ragioni che probabilmente non sono quelle dichiarate. Soprattutto le donne lo segnano immediatamente, ed è un marchio difficile da levarsi: una volta che un utente è stato classificato come "quello che chiede subito i contatti esterni", quella reputazione lo segue, perché nelle stanze ci si conosce e si parla.
Il consiglio è semplice: in chat si fa conoscenza in chat. I contatti esterni si scambiano quando entrambe le persone sentono che ha senso scambiarli, e quel momento arriva da solo se la chat sta funzionando.
Detto tutto questo, vale una considerazione finale. L'amicizia in chat segue le stesse regole dell'amicizia offline, con due differenze. Una è in favore, l'altra è in svantaggio. In favore: l'anonimato funziona da filtro che protegge dal "colpo di fulmine" superficiale basato sull'aspetto, e i rapporti che si formano in chat poggiano su pensieri e scambi reali, non su circostanze accidentali. In svantaggio: serve più tempo per costruirli, perché manca il linguaggio non verbale che nella vita fisica accelera la conoscenza. Su questa logica dei rapporti più profondi che nascono in chat anonima ho scritto i vantaggi delle chat anonime, e su come si riconoscono le chat in cui questo tipo di amicizia è davvero possibile ho scritto come riconoscere una chat seria. Sulle regole più ampie del comportamento in chat che fanno la differenza tra una community frequentabile e una invivibile, ho scritto la netiquette.