IRC sta per Internet Relay Chat ed è il protocollo testuale di chat in tempo reale più antico ancora in uso. Lo ha scritto un giovane studente finlandese, Jarkko Oikarinen, all'Università di Oulu nell'agosto 1988, per migliorare un sistema di messaggistica della BBS universitaria. Ne fu rilasciata la prima versione a fine agosto di quell'anno, su un server chiamato tolsun.oulu.fi che è ancora oggi storicamente ricordato come il numero zero di tutta la rete. IRC divenne noto al grande pubblico nel 1991, quando durante l'invasione irachena del Kuwait restò per una settimana l'unico canale operativo di informazione dal paese, dopo che radio e televisione erano state interrotte. Da quel momento la sua diffusione mondiale fu inarrestabile.
Sono arrivato io su IRC quasi dieci anni dopo, nel 1997, con il client mIRC scritto dal libanese Khaled Mardam-Bey. La porta d'ingresso era #Italia su Undernet, all'epoca qualitativamente il miglior canale italiano in chat, con centinaia di persone collegate da ogni parte del globo a tutte le ore. La gestione di quella stanza, fatta di moderazione attenta e regole chiare, è stata la cosa che mi ha fatto innamorare del mezzo e che due anni dopo mi ha portato a creare DreamsWorld.
Negli anni successivi ho visto attraversare la scena italiana decine di reti. Continuo a citare Undernet perché è stata una spanna sopra le altre, non per capacità informatica dei suoi gestori, ma per gli schemi di moderazione che poi hanno copiato tutti. IRCnet aveva alcune ottime stanze tematiche, ma personalmente l'ho sempre trovata sopravvalutata, come accadrà più tardi con Azzurra. Le reti più grandi attiravano per quantità di server e per i nomi dei provider che li fornivano, mentre le reti più piccole erano costrette a puntare sul piano qualitativo o tematico per esistere. IRCity con roxyweb di Red Ronnie aprì la chat al mondo della musica e ai fan dei cantanti. Interfriends, che ho citato nella storia di DreamsWorld, fu probabilmente la più innovativa di tutte: già prima del 2000 univa IRC a una community con profili utente, blog, pagine personali, avatar ed emoticons, cose che la maggior parte delle piattaforme avrebbe integrato solo quindici o vent'anni dopo. CJB nacque come hosting gratuito e trasformò il proprio traffico nella nascita di una rete IRC con molti webmaster a bordo. Webmaster.com seguì la stessa strada in chiave commerciale, vendendo il pacchetto ConferenceRoom completo di services, bot e webchat integrabile sui siti di chiunque. Dalnet, dal lato internazionale, è stata per anni l'unica rete che offriva services seri per registrare nickname e canali. E poi tante meteore tra il 2010 e il 2015, che hanno scritto pezzi di storia di una scena oggi molto più ridotta.
Le migrazioni di un canale popolare da una rete all'altra erano fatti grossi, non burocrazia. Quando una stanza con migliaia di utenti se ne andava, la rete che la perdeva incassava un colpo serio in termini di traffico e di prestigio, e da lì spesso scattavano ritorsioni. Sono gli anni delle IRC war italiane, attacchi DDoS, netsplit forzati, server messi giù di proposito. Una storia scritta soprattutto da chi gestiva quelle reti, raccontata in dettaglio sul nostro blog di DwChatta per chi la vuole approfondire.
Come Funziona La Chat IRC
Sul piano tecnico IRC funziona così: l'utente si collega a un server, sceglie un nickname e accede a uno o più canali, identificati dal cancelletto seguito dal nome, per esempio #DreamsWorld. Tutti i presenti nel canale leggono e scrivono in pubblico, e si possono aprire conversazioni private a due cliccando su un nickname. I servizi come NickServ permettono di registrare un nickname per riservarlo, ChanServ tutela la proprietà di un canale, MemoServ recapita messaggi a chi è offline. Il comando /whois mostra informazioni su un utente. Le porte standard sono 6667 in chiaro e 6697 con crittografia SSL, alcune reti come AmicaChat usano la 9090. Il protocollo è formalmente documentato dall'RFC 1459 del maggio 1993, scritto dallo stesso Oikarinen insieme a Darren Reed.
I client che hanno fatto la storia di IRC, e in qualche caso continuano a farla, sono pochi e tutti riconoscibili. mIRC è il primo nome che chiunque ha conosciuto: è ancora oggi venduto a circa venti dollari di licenza, vent'anni dopo, e questo dice tutto sulla sua tenuta. jPilot è stata la prima webchat in Java davvero implementabile da chiunque avesse un sito web, anche da chi non aveva un canale o una rete propria, e per molti gestori di siti italiani fu il primo modo di offrire interattività ai propri visitatori. La webchat di ConferenceRoom è stata invece la prima vera chat in HTML, e questo significò due cose enormi all'epoca: si poteva aggirare il blocco firewall sul posto di lavoro perché passava sulla porta 80 del web, e graficamente aveva una marcia in più rispetto agli applet Java pesanti. LightIRC è il client che si è preso i tempi d'oro di Flash, il plugin Macromedia che sembrava il futuro del web e che invece sarebbe morto in pochi anni: in quella finestra LightIRC ha avuto la massima diffusione su molti siti italiani. Oggi il client più duttile e usato è KiwiIRC, una webchat HTML5 moderna che è quella su cui gira anche la chat di DreamsWorld.
Cos'è La Chat IRC Oggi
A trentasette anni dalla nascita IRC è una rete molto più piccola di quella degli anni 2000, ma ancora viva. Le reti italiane attive si contano sulle dita, e una sola fa grandi numeri costantemente. DreamsWorld continua a usare IRC dal 1999, ininterrottamente fatta eccezione per la pausa tra il 2009 e il 2013 di cui ho scritto nella storia, perché per il tipo di community che gestiamo IRC è ancora il protocollo che funziona meglio: anonimo per chi vuole esserlo, leggero, gratuito, senza algoritmi che decidono cosa mostrarti né raccolta di dati per profilazione pubblicitaria. Una semplicità che oggi sembra archeologia, e che invece resta esattamente quello che alcune persone cercano. Se vuoi vedere come funziona oggi una chat IRC italiana puoi entrare nella nostra, o leggere perché le chat IRC sono ancora utilizzate per capire il fenomeno nel suo insieme.